Quito Latino | Portal de Noticias

Español (spanish formal Internacional)Italian - Italy

QUITO



tanner_alain_.jpg
Cine suizo gratis en Quito del 7 al 16 de noviembre
catalan.jpg
VI Muestra de cine catàlan
44_feria%2077.jpg
44ª feria nacional del Libro PUCE 2011
guardarraya%2011.jpg
Guardarraya presenta canciones de su nuevo disco
saavedra.jpg
"Otra Jungla" artista Cubano Luis Saavedra 29 de septiembre
chicago%201.jpg
Chicago - El Musical

kust.jpg
26 de noviembre a las 19 CONCIERTO GRATIS KUSTURICA
banner20111111111.jpg
Quito Fest 2011 en el Parque Itchimbia
mancero%20trio.jpg
Mancero Trio Lanzamiento del disco_sabado 11 junio 2011
tadashi-maeda111.jpg
Recital de violin en Quito
tr2.jpg
Inauguración en Quito de la exposición "Kitus Drag"
s-6.jpg
Chaquiñanes Urbanos

images/stories/articles.jpg
Consulta Popular en Ecuador 7 de mayo de las 7,00 a las 17,00
poesia11.png
Semana de la poesia 2011 en Quito
sfsmm3.gif
Feria Internacional de migrantes
circo-13.jpg
Circomunidad
HOME Entrevistas
Intervista a Pilar Bustos
There are no translations available.

Intervista a Pilar Bustos


 
FUNDACIÓN PUEBLO INDIO DEL ECUADOR Constituida por Mons. Leonidas Proaño REMINICENCIAS Y COMPROMISOS del 23 Aniversario de la Resurrección de Mons. Leonidas Proaño
There are no translations available.

FUNDACIÓN PUEBLO INDIO DEL ECUADOR  Constituida por Mons. Leonidas Proaño     REMINICENCIAS Y COMPROMISOS del     23 Aniversario de la Resurrección de Mons. Leonidas Proaño  
 
Intervista all'attrice teatrale Sara Utreras
There are no translations available.

 INTERVISTA A SARA UTRERAS ATTRICE TEATRALE ECUADORIANA


Sara Utreras 2

 

L'intervista è stata realizzata dal CONAPE (Colegio Nacional de Periodistas del Ecuador) che ha trasmesso in 45 radio locali e nazionali l'opera teatrale dell'attrice  ecuadoriana Sara Utreras e il suo spettacolo su Transito Amaguaña.

"Molte grazie per questo spazio. Dunque come attrice indipendente il mio maggior obiettivo è quello di promuovere l'attività teatrale in lingua Kichwa per rafforzare l'educazione interculturale bilingue e nello stesso tempo voglio contribuire all' affermazione di uno Stato Plurinazionale e di una vera società interculturale che è denominata Sumak Kawsay.
Quest'opera nasce grazie alla conoscenza della formidabile e valorosa esperienza di Mamma Transito Amaguaña ed è per me importante oggi diffondere il suo pensiero, la sua lotta per il riconoscimento dei differenti popoli e nazioni dell'Ecuador.
In questo senso mi compiaccio ed è un onore e ringrazio Nidia Arrobo della Fundación del Pueblo Indio del Ecuador per l'invito che mi ha esteso in occasione dell'omaggio a Taita Leonidas Proaño al quale va il mio rispetto e la mia ammirazione per la sua coraggiosa azione storica.

Com'è stato il recupero storico di questa storia che non era ancora stata raccontata in teatro?

Il montaggio di quest'opera, di questo monologo è stato un processo durato 3 anni e non sarebbe stato possibile se non avessi avuto il contributo del Centro del Pensiero Andino dell'Ecuador. Ha come obiettivo principale quello di plasmare degnamente la testimonianza di Transito Amaguaña.
Questo lavoro, inoltre, è basato su una lunga ricerca che ha ricevuto il contributo prezioso di alcune personalità come quella di Raquel Rodas Morales e di Cecilia Burnes ed altri ancora ai quali va il mio sincero ringraziamento. Questi autori mi hanno aiutata nella mia ricerca, nella composizione della drammaturgia e di ogni scena dello spettacolo.

La voce mi ha emozionato personalmente e per un'altra parte ci ha comunicato tanta tristezza. Ricordare una persona cosi speciale rattrista anche il cuore.

Precisamente sono partita da questo dettaglio per la costruzione di questo personaggio che è rimasto registrato nella memoria e nell'anima. Attraverso la sua voce, Transito Amaguaña ci fa vedere come il mondo dovrebbe essere. Questo mondo che sognò Transito, che sognò Leonidas Proaño e che continuamo a sognare noi giovani. La sua condizione di donna indigena, di una donna in condizione di miseria l'hanno resa una persona meravigliosa. Transito Amaguaña, malgrado le sua situazione fu capace di trasformare il suo popolo, lottò per la giustizia e per la dignità. Penso che nella sua voce resta indelebile la bellezza di questa grande donna.

Tutto questo lavoro sta dando frutti e lo si è visto nell'accoglienza del pubblico. Come e in che modo canalizzare il messaggio di Transito Amaguaña?

Io credo che la cosa principale è che ognuno contribuisca  nel suo campo a divulgare il messaggio di Transito. Nel mio caso come teatrante posso generare e promuovere, attraverso il teatro, il legame che ci hanno lasciati questi meravigliosi esseri umani.
Voglio cogliere l'occasione per menzionare coloro che hanno contribuito alla realizzazione di quest'opera. Il monologo è stato diretto da Adriana Oña mentre la composizione musicale è stata del musicista Juan Muyo. Gli strumenti ascoltati sono stati suonati da Jhonny Garcia, la scenografia e le immagini dello scenografo Marcelo Rodriguez ed infine i testi e le traduzioni sono di Manuel Pazo.

Dove possiamo assistere quest'opera prossimamente?

Prossimamente a Quito nel Teatro Variedades nella Plaza del Teatro dal 9 al 10 settembre.

di Davide Matrone
Pucahuaico, 9 settembre 2011

 

 
Intervista a Blanca Chancosa leader indigena dell'Ecuador
There are no translations available.

 

 Intervista a BLANCA CHANCOSA


Leader storica del movimento indigeno ecuadoriano. Coofondatrice del Movimento Contadino Indigeno dell'Ecuador, oggi componente della CONAIE.

blanca
Nella foto Blanca Chancosa - foto di Davide Matrone
 

Quali aspetti del Sumak Kawsay sono oggi inclusi nella Costituzione dell'Ecuador?

L'attuale Costituzione dell'Ecuador include moltissimi aspetti del Sumak Kawsay ma purtoppo restano lettera morta.
Durante l'elaborazione della Carta Costituzionale di Montecristi (nel 2007), l'organizzazione CONAIE (Confederacion Nacionalidades Indigenas del Ecuador) elaborò e propose una carta costituzionale alternitava. Fu l'unica organizzazione del panorama indigeno a farlo in quanto gli altri si limitarono a fare delle proposte di modifica. In quell'occasione molte proposte avanzate dal CONAIE furono accettate.
Un altro elemento riconosciuto nella Magna Carta è stata la PLURINAZIONALITÀ che rappresenta un aspetto fondamentale per noi popoli indigeni dell'Ecuador in quanto nel nostro Paese ci sono 14 nazionalità.
Però questo stesso riconoscimento, non presente nella Costituzione del '98, non viene applicato dall'attuale Presidente Correa e pertanto questo è un fattore d'attrito. Correa nelle occasioni pubbliche ed ufficiali si presenta come Presidente dell'Ecuador e non delle 14 nazionalità presenti. Questo per esempio non succede in Bolivia dove il Presidente Morales e i ministri si presentano come i rappresentanti di uno Staro Plurinazionale ed Interculturale.
L'interculturalità, a mio avviso, viene interpretato come tolleranza delle culture differenti del paese mentre la Plurinazionalità viene associato all'esercizio del diritto che è un processo ed un riconoscimento di carattere politico che manca ancora.
Ancora, un altro diritto riconosciuto, grazie alla nostra spinta, è stato quello dell'autoderminazione dei popoli dell'Ecuador.
Vedi questi diritti e doveri oggi sanciti nella Costituzione hanno una storia lunga più di 20 anni. Una storia segnata dal sacrificio e dalla lotta.

Quali sono le contraddizioni tra l'attuale Governo e il Sumak Kawsay?

L'applicazione. Ci hanno concesso molte cose però in cambio di altre. Per esempio è concessa la creazione di radio comunitarie, locali e nazionali ed è ovviamente positivo ma in cambio non possiamo parlare male del Governo altrimenti si rischia la censura e la chiusura della radio.
La contraddizione esiste anche nelle politiche estrattive e minerarie nel senso che si concede l'estrazione senza l'applicazione delle leggi costituzionali che difendono il territorio e le risorse naturali del Paese.
Una cosa molta grave invece è la criminalizzazione del Movimento Indigeno e questo sta passando negli ultimi tempi. Il Presidente ci sta criminalizzando e dividendo. Le nostre manifestazioni sono represse nonostante ci siano proposte sociali e politiche di miglioramento della situazione attuale.
Qualche tempo fa è stato ucciso un leader indigeno della Provincia dell'Imbabura ed il Governo invece d'investigare seriamente ha cominciato ad incolparci. Anch'io sono stata incolpata ed ho rischiato 5 anni di carcere.
È contradditorio, secondo me, lo stesso Correa quando si richiama al Socialismo del XXI secolo e poi dichiara in un'intervista di appartenere alla Social Democrazia. di stampo europeo. Il Sumak Kawsay trova fertilità e giusta applicazione in un sistema socialista, in un sistema comunitario e non in un sistema liberale nel quale stiamo vivendo.

Che fare?

Beh, intanto ti dico che bisogna continuare a lottare. Penso che non dobbiamo limitarci semplicemente alla difensiva e all' offensiva ma anche elaborare la proposta. Dobbiamo, inoltre, combattere l'arrivismo all'interno del movimento indigeno. Sono contraria alla scelta di un leader che debba rappresentarci; questo serve a dividerci e ad allontanarci.
Noi non abbiamo bisogno di un'autorità nel senso tradizionale del termine ma di un'autorità popolare - comunitaria. Bisogna realizzare delle assemblee comunitarie che rappresentino en todo l'AUTORITÀ che ci consenta di POTER POTERE e non di NON POTER POTERE.

Mi puoi spiegare meglio?

Se io divento assembleista di minoranza (parlamentare) che rappresenta una parte del movimento e poi propone delle leggi all'interno dell'Assemblea Nazionale e che poi restano lettera morta non POSSO POTER valere la mia AUTORITÀ. Invece all'interno della comunità le mie proposte POSSO POTER avere la mia/nostra AUTORITÀ .

Come continua il tuo contributo all'interno del Movimento Indigeno?

Il mio contributo è rivolto soprattutto alle donne. Dobbiamo cominciare a rafforzarci, entrare nella formazione. Stiamo continuando a riunirci nelle assemblee, ma senza lasciare il confronto con gli altri. Creare una rete per essere uniti, perché uniti si vince.

di Davide Matrone
Quito, 5 settembre 2011

 

 
Intervista a Raquel Rodas scrittrice ecuadoriana
There are no translations available.

Intervista alla scrittrice ecuadoriana Raquel Rodas autrice del libro “Transito Amaguaña su testimonio” presentato all’ultima Fiera del Libro di Quito.

raquel rodas quitolatino

Come nasce questo libro?

Questo è uno dei miei primi libri che fa parte della saga, diciamo cosi, di una serie di libri che trattano della resistenza delle donne indigene in Ecuador.

In merito a Transito Amaguaña, ebbi notizia della sua ribellione pubblica e decisi di cercarla.

Andai a visitarla a Cayambe dove viveva, per poter conoscere la sua vita come leader e come donna che aveva vissuto e conosciuto il maltrattamento, la solitudine, l’abbandono etc, etc.

L’ho incontrata ventitrè volte. Nel corso di queste interviste ho valorizzato sempre di più la sua  presenza, la sua parola, la sua storia, la sua tradizione. Una donna che cominciò a militare nel movimento indigeno già all’età di 14 anni quando era già sposata. La sua mamma l’aveva fatta sposare per evitare che il suo padrone la violentasse. Partecipava alle riunioni dei movimenti indigeni della sua zona con i suoi figli piccoli. Il marito la maltrattava tutte le volte che ritornava dalle riunioni perché pensava che lei andasse per vedere i bianchi. C’era sempre questo pregiudizio da parte degli indigeni che quando una donna si riuniva con altri meticci era per incontrare un amante e lei resisteva a tutti questi maltrattamenti e a queste umiliazioni ogni volta che ritornava a casa. Fece parte del Partito Comunista in compagnia dell’altra leader indigena che fu Dolores Cacuango che quando Transito era ragazzina Dolores era già una leader consacrata, un’eroina nazionale.

Dolores fu una donna molto rispettata perché organizzò il primo Movimento Indigeno: La Federazione Ecuadoriana degli Indigeni.

Transito seguì i suoi passi e fu una specie di alunna privilegiata in quanto dimostrava un talento eccezionale con una grande facilità di parola, di conoscenza, di convincimento ed era molto brava nell’organizzare la gente. Fu apprezzato ben presto il suo coraggio più dei suoi valori e più della sua parola brillante. Era una donna molto coraggiosa che non aveva paura di nessuno tanto che otteneva sempre quello che voleva.

 

La sua lotta è servita a qualcosa?

 

Certamente! La lotta di Transito, come quella di Dolores, di Angelita e di altre donne furono realizzate in un periodo in cui gli indigeni venivano repressi. Queste donne furono a capo di questi movimenti e li condussero ad un’organizzazione sempre più forte e sempre più organizzata e questo grazie anche ai sindacati e poi attraverso l’organizzazione nazionale che si chiamava Federazione Nazionale degli Indigeni ebbero i loro risultati.

 

Transito Amaguaña è morta 2 anni fa. Continua ad essere un punto di riferimento per i movimenti degli indigeni e per le donne del Paese?

 

Si, continua ad essere un punto di riferimento sia per gli indigeni che  per i meticci e continua a preservare la caratteristica di una donna combattiva, di una donna che ha consegnato la sua vita alla ricerca di cambiamenti sociali necessari.

 

Questo non è il suo primo libro vero?

 

Si, ho già scritto altri libri su altre donne come per esempio la biografia sulla stessa Dolores Cacuango, la biografia di Luisa Gòmez de La Torre, una biografia sulle maestre che hanno avuto un ruolo importante in ogni provincia del Paese ed anche di alcune donne che hanno cominciato a costruire il movimento femminista qui in Ecuador che è stato un movimento di rottura nella metà del XX secolo. Libri che parlano sempre di donne che ce l’hanno fatta attraverso mille cammini. Donne che non si sono arrese mai, donne che hanno lottato e costruito le nostre aspirazioni.

 

Ed oggi nella società ecuadoriana che ruolo ha la donna?

 

La donna prima di tutto deve appoggiare la crescita di una società di pace. La donna deve guidare i processi di cambiamento che siano a beneficio di tutti Una società che elimini tutte le forme di violenza, tutte le forme d’ingiustizia e di soppressione tanto per le donne che per i loro bambini. Far crescere una società che presenta ancora dei ritardi in campo economico, culturale e sociale.

 

Cosa pensa di questa Feria del Libro a Quito?

 

La Feria del Libro di Quito è un grande spazio per scambiare prodotti creativi e specialmente libri.

Credo che sia un buon spazio ma penso che debba essere perfezionato negli anni perché ci sono alcuni piccoli errori che stanno diminuendo l’efficacia dell’evento. Però tutto sommato credo che bisogna appoggiarlo. E’ uno spazio che coinvolgente gente di qualsiasi età, un differente pubblico che si alimenta di un prodotto differente che è il libro e l’arte.

 

di Davide Matrone

Quito, agosto 2011

 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 2

Auspiciantes

Ocho y Medio